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 Figliol prodigo

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Scarlett
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MessaggioTitolo: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeMer Ott 05, 2011 8:04 pm

Non le sembrava vero di percorrere quella strada. Ormai stava quasi per calare il sole e le guardie di scorta alla carrozza non lasciavano che passassero più di due falcate tra i loro cavalli e le ruote del mezzo per essere certi che l'incolumità della loro Signora non venisse violata.

Mancava poco all'arrivo a palazzo e sebbene fossero ore che rimuginava su ciò che avrebbe avuto da dire ancora non le era venuta in mente una parola. Scoppiò in una risata nervosa.
Era stata un consigliere ducale, Gran Ciambellano, perfino Duchessa, emanato e dettato trattati e importanti decisioni ed ora non riusciva a fare un discorso da fare al proprio padre. A dire il vero, ogni minuto che passava, si domandava perché si fosse messa in viaggio verso quella meta.
Non che vi fosse un reale motivo, aveva solamente sentito il bisogno di farlo e ora che mancava poco all'arrivo pensò che forse era tutto così stupido.


“Non puoi capitare così, sul fare della sera, senza una motivazione. Che cosa potrebbe pensare se mi presentassi lì e non dicessi una parola?

Non essere lagnosa, è tuo padre. Gli farà piacere solo che tu sia lì a fargli visita. Sei sempre la solita Scarlett, pensa meno”


Sospirò. Quei dialoghi tra sé e sé le mettevano sempre più dubbi e non la tranquillizzavano.

La carrozza si fermò e quando lo sportello si aprì la Viscontessa fece un salto sul sedile foderato portandosi una mano al petto


“Siamo arrivati Vostra Grazia. Vi debbo annunciare?” il servitore la guardava corrugando la fronte vedendo per la prima volta la sua padrona preoccupata

“No, non fare nulla. Aiutami a scendere e conducimi alla porta e poi porta là dietro la carrozza, troverai le stalle e dì alle guardie di fare lo stesso una volta che sarò entrata. Non voglio scorte all'interno, sarò al sicuro anche senza di loro”

L'uomo stava per ribattere ma sul volto precedentemente teso della Viscontessa tornò lo sguardo algido di sempre

“Riferisci che è un mio ordine. Non avranno da ridire, mi auguro” disse mentre allungava una mano verso il servitore che chinato il capo la aiutò a scendere dalla carrozza facendo attenzione che i piedi non si trovassero imprigionati nell'ingombrante vestito.
La donna fece un lungo respiro e con lentezza procedette verso il portone lasciando che il servitore la precedesse e bussasse per lei sul duro legno.


I tocchi alla porta rimbombarono nelle orecchie della giovane come l'eco di un ricordo dimenticato. Congiunse le mani ed attese che i passi udibili provenienti dall'interno si facessero sempre più chiari man mano che si avvicinavano.


_______________________________

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Amèlie

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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeMer Ott 05, 2011 10:25 pm

Aveva sentito dei rumori fuori dal palazzo, per un attimo aveva avuto l'impressione di aver udito delle ruote, una carrozza, ma lo aveva pensato e allo stesso tempo scacciato quel pensiero che trovò assurdo visto che ormai la giornata poteva definirsi terminata.

Ma un senso di agitazione aveva preso possesso di lei a tal punto che quando sentì bussare ebbe un sussulto per lo spavento.

Si trovava in una stanza e parlava con altre donne che facevano parte della servitù, tra cui anche Agnese e Arcibaldo,le finestre di questa stanza erano rivolte verso la strada, per questo aveva sentito quei rumori. Si alzò di scatto e istintivamente si pulì le mani sul grembiule da cucina che aveva legato alla vite anche se le sue mani non erano ne sporche ne bagnate..
Guardò gli altri come a chiedere chi di loro dovesse andare ad aprire...
Ultimamamente era un compito che spettava al vecchio Arcibaldo, ma prima che qualcuno potesse dire qualcosa, la ragazza francese disse:

Vado io ad aprire

La ragazza solitamente non aveva paura e comunque non erca da sola e di certo qualche male intenzionato non avrebbe bussato alla porta, ma era troppo curiosa di vedere chi ci fosse la fuori che non poteva certo aspettare Arcibaldo..
Si avviò alla porta e tirandola a se con entrambi le mani l'aprì trovandosi davanti un uomo
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Scarlett
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeMer Ott 12, 2011 9:29 am

La porta si aprì pesantemente come se sui suoi battenti gravasse tutto il peso di quegli anni ed i ricordi delle persone che avevano vissuto all'interno della casa. Non appena il volto della giovane cameriera francese si mostrò ai visitatori sotto la calda luce domestica, il servitore si fece da parte così che il viso familiare della padrona potesse annunciarsi da sé

“Bonsoir Amèlie, mon père est ici?” Anna le rivolse un sorriso cordiale mentre un'espressione radiosa prendeva possesso della francesina che si trattenne dallo stringere la vecchia padroncina e quasi le parve strano tornare a parlare la propria lingua madre per un attimo

“Mais oui mademoiselle Anna, il est dans sa chambre, oh pardon, Vicomtesse”

“Nessun titolo per te Amèlie, resterò sempre Mademoiselle Anna per te. Posso?” indicò l'interno della casa ed attese che la servitrice la facesse entrare
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeVen Ott 14, 2011 12:49 am

Amèlie non ebbe il tempo di dire nulla a quell’uomo, che appena si vide aprire la porta si fece di lato per fare spazio ad una figura femminile. Gli altri della servitù faticavano a riconoscere dall’uscio della stanza in cui si trovavano facendo capolino chi fosse quella donna, ma certo non ebbe problemi la giovane cameriera francese che istintivamente sorrise a quella visione.
Anna, era lì davanti a se, era già tornata una volta dopo quei terribili giorni che l’avevano vista andare via ma questa volta ad Amèlie sembrò diverso, sicuramente era diversa la donna che doveva aver perso qualche chilo, ma le notizie sulla sua malattia avevano raggiunto anche quel palazzo e trovarsela ora davanti a lei in salute fu un momento di gioia, si dovette violentare mentalmente per non stringerla a se.

Bonsoir Amèlie, mon père est ici?

La ragazza non parlava francese da molto e quasi le parve strano tornare a parlare la propria lingua madre per un attimo

Mais oui mademoiselle Anna, il est dans sa chambre, oh pardon, Vicomtesse

Nessun titolo per te Amèlie, resterò sempre Mademoiselle Anna per te. Posso?

Anna indicò l'interno della casa ed attese che la servitrice la facesse entrare

Certamente che potete Mademoiselle, questa è pur sempre casa vostra…

Disse quelle parole e si sentì in imbarazzo, non sapeva se avrebbero potuto far piacere alla sua vecchia padroncina, ma lei la considerava da sempre come una sorella, e per lei era normale vederla in quel posto e le fu normale esprimere quel pensiero e così senza che la donna le rispondesse la portò nello studio dove si trovava Cosimo prima di far notare il suo momentaneo imbarazzo.
Notò per un attimo come la donna si guardasse attorno, forse per costatare se le cose fossero state rimosse o meno, lo aveva fatto anche la volta precedente e pensò che lo avrebbe fatto sempre.
Al loro passaggio Arcibaldo e gli altri salutarono la donna chinando il capo e restando in silenzio, in cambio ricevettero un sorriso.
Agnese rimase nascosta..non gli sembrava vero di vederla lì e non potè non ricordarla quando da ragazza la vedeva stare sempre assieme a sua nipote Hadelaide.
Giunte davanti alla porta dopo aver percorso un corridoio Amèlie bussò attendendo che l’uomo rispondesse, aspettò e quando sentì quello che gli parve un invitò aprì la porta.

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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeVen Ott 14, 2011 12:51 am

I rumori provenienti da fuori avevano interrotto il suo studio, per un attimo gli era parso un rumore a lui conosciuto ma nel momento non gli venne in mente nulla, Tornò così con la testa sui libri
ma distolse immediatamente l’attenzione da quella lettura quando ebbe la sensazione di sentire nitrire un cavallo, così si rese conto che il primo rumore udito poteva essere quello delle ruote di una carrozza sul selciato, quel pensiero lo trovò assurdo, era da molto che non riceveva visite se si esclude quella di Siebel, la dama di cui si era perdutamente innamorato e così si domandò chi potesse essere giunto fin da lui con una carozza.
Per una seconda volta tornò sui libri che leggeva, se fosse giunto qualcuno che cercava lui , Arcibaldo o chi per lui sarebbe andato sicuramente ad avvertirlo.

Passarono dei minuti prima che sentì bussare alla porta, il rumore procurato da quel pugno lo fece saltare dalla sedia, continuava a leggere quei libri sulla materia per cui aveva deciso di intraprendere la carriera ma gli risultava difficile per il momento apprendere, sperava che con il tempo tutte quelle parole a lui sconosciute fino ad allora, diventassero almeno più semplici da ricordare con il tempo, con il tempo di certo non quella sera distratto come era.
Era chiaro dunque che qualcuno lo cercasse, curioso come non mai disse

Avanti!!

La porta si aprì immediatamente, ad aprirla vi era Amèlie, Cosimo notò subito una strana luce negli occhi della francesina, come se fosse felice di qualcosa,
la guardò entrare restando in silenzio per poterle permettere di annunciare chi fosse arrivato , in quel caso chi avesse alle spalle dato che era chiara una presenza dietro di lei.
La donna però non parlò subito, si portò a lato dell’uscio aprendo di più la porta affinche chi vi fosse dietro potesse entrare..solo allora Amèlie con un filo di voce disse..

Monsieur, Vostra figlia..

E dicendo quelle parole uscì lasciando i due da soli.
In quel momento Cosimo ne era certo, il suo cuore aveva sicuramente saltato un battito cardiaco, facendogli avere così una strana sensazione in petto, la fissò negli occhi senza dire nulla, mentre lei si avvicinava a lui e lui a lei, Cosimo le prese le mani continuando a guardarla, senza mai distogliere i suoi occhi da quelli della figlia, senza dire una parola come se quel silenzio valesse più di mille parole, poi, la strinse a se come non faceva da moltissimo tempo.
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Scarlett
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeDom Ott 23, 2011 12:04 pm

Chiuse per un momento gli occhi mentre sentiva le braccia del padre stringerla ancor più serratamente al proprio petto quasi temesse che in qualsiasi momento ella avesse potuto svanire come una cortina di fumo innanzi a lui.
Quanti ricordi le tornarono alla mente. La sua infanzia spensierata, le giornate alla tenuta degli Espero con zia Roy e Perseide, le mille disavventure con Hadelaide, la villeggiatura estiva a Fiesole. Nulla sembrava poter turbare la vita di una giovane protetta ed amata dai suoi cari.

Quando l'abbraccio lentamente si sciolse riaprì gli occhi sperando che questi non fossero divenuti lucidi al ripercorrere quegli avvenimenti, ricordava a stento l'ultima volta che aveva pianto, probabilmente mesi e mesi prima.


“Immagino che questo possa essere definito un caloroso benvenuto” disse cercando di mantenere un tono composto e accennando un sorriso al padre, anch'egli emozionato e sul cui volto sembravano essere scomparsi i segni di molte sofferenze passate.
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeDom Ott 23, 2011 3:47 pm

Un abbraccio che neanche nei suoi sogni era stato tanto bello..
La stringeva a se con gli occhi chiusi aspirandone il profumo emanato dai capelli neri, quello era un momento che aveva sempre desiderato e sognato e ora stava avvenendo ed era ancora più bello di ogni sogno fatto.
Lentamente quell’abbraccio andava sciogliendosi e i due potettero guardarsi nuovamente negli occhi.
Anniusca ruppe quel silenzio con spontaneità.

Immagino che questo possa essere definito un caloroso benvenuto

Cosimo sorrise a quella frase mentre continuava a tenerla per le mani e a guardarla in quegli occhi in cui per un attimo ebbe la sensazione di potervi vedere tutta la loro storia..
Si domandò se la sua voce sarebbe uscita in modo commosso o meno, le lacrime era riuscito a controllarle per poco, anche se non ne era certo, ora però doveva superare l’esame della voce.

Ma che bellissima sorpresa, tutto potevo immaginare tranne che vederti qui, spero che questo “benvenuto” ti piaccia del resto mi fa un piacere enorme averti qui.

La voce non lo aveva tradito

prego, mettiti comoda, ho saputo che sei stata poco bene, posso offrirti qualcosa da bere?

Le lasciò le mani e gli indicò una poltrona dove potersi sedere, era felice e non aveva a problemi a mostrarlo sfoggiando un sorriso enorme, del resto aveva davanti a se sua figlia, cosa avrebbe potuto desiderare di più?
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeGio Gen 19, 2012 11:25 pm

Osservò il padre per qualche altro istante prima d'andarsi a sedere nella poltrona che le era stata indicata. Si adagiò con sollievo, ancora poco abituata ai lunghi viaggi e contenta di trovare un attimo di riposo.

"Certo padre, accetto volentieri qualcosa da bere. Anche un buon bicchiere di vino rosso se solo resta fra noi e non lo spifferi al mio medico" gli sorrise mentre lo vedeva darle le spalle e, chiamata Amèlie le ordinava di portare due calici e una delle loro bottiglie migliori.
Quando Cosimo torno al suo fianco, Anna gli indicò l'altra poltrona al suo fianco

"Ti prego padre, siediti. Avrei bisogno di parlarti d'alcune cose" aspettò che l'uomo fece come le aveva detto prima di riprendere a parlare.

"Hai ragione, le voci che ti sono giunte sono corrette. A lungo sono stata costretta a vivere rinchiusa nel mio palazzo a causa della malattia che mi accompagnava ogni giorno fino al baratro dove terminava la vita terrena ed iniziava quella nel Paradiso Solare. Le preghiere e la scienza mi hanno salvata ma dopo la guarigione mi sentivo oppressa dalle stesse mura della mia stanza fino a quando non è venuto da me un amico di vecchia data, un caro amico, che mi ha portata con sé verso il sud della penisola e..."

La discussione venne interrotta dall'entrata di Amélie che portava il vassoio con la bottiglia ed i bicchieri.
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeDom Gen 29, 2012 3:29 pm

Cosimo sorrise alla giovine francese, anche lei sorridente che non faceva altro che guardare quella che per lungo tempo era stata la sua padroncina..lei posò il vassoio sul tavolo e restò per un attimo a guardare l'ospite anzichè servire i due calici.

Ameliè , puoi andare grazie. Non temere, è tardi e mia figlia si fermerà a dormire qui per questa notte, quindi la vedrai nuovamente domani mattina..

Sorrise un po di più a quelle parole, poi guardò la figlia e chiese..

Perchè ovviamente resti a dormire vero? E non provare a dirmi di no. troveremo un alloggio per tutti il tuo seguito..del resto è anche casa tua questa, ci mancherebbe altro che te ne andassi così specie ora che mi hai detto di quanto sei stata male.

Cosimo guardò Ameliè andare via, si alzò e prese la bottiglia di vino rosso, la stappò e riempì i bicchieri di quel liquido rosso rubino che lui amava tantissimo.
Appena ebbe riempito entrambi i bicchieri ne porse uno alla figlia mentre l'altro lo tenne per se, si mise comodo nuovamente e alzando appena la mano che teneva il calice disse..

A noi due mia cara
sorseggiò vedendo la figlia rispondere a quel gesto e sorseggiare appena il vino toscano del padre che sembrava fosse stato conservato solo per quell'occasione, poi lui volle riprendere il discorso interrotto dalla figlia

Continua pure tesoro, mi dicevi di questo tuo amico..lo conosco forse? Dovè che ti avrebbe portato?
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeVen Feb 03, 2012 12:02 pm

Guardando il padre versare quel vino e assaporarlo come fosse il nettare più prezioso degli dèi, comprese quanto si assomigliassero per carattere ed abitudini e come, seppur distanti, la paternità di Cosimo non potesse che influenzarla. Sorrise pensando che probabilmente doveva proprio a lui anche il vizio per il vino, unica bevanda alla quale non avrebbe mai rinunciato.

Il brindisi e le parole del padre misero fine ai suoi pensieri. Doveva riprendere quel discorso importante che poco prima era stato interrotto.


“Il mio viaggio mi ha condotto nel meridione, passando dalla Repubblica di Firenze, terra natia della nostra famiglia, a quella di Siena e come tappa ultima del nostro viaggio il Regno delle Due Sicilie- ricordando fra sé e sé quei momenti non poté esimersi dal sorridere dolcemente – penso che neppure mio padre, il grande viaggiatore, sia arrivato tanto a Sud come ha fatto la figlia. Sono terre incantevoli e sono valse ogni giorno di marcia, non solo per le bellezze del paesaggio o delle persone incontrare ma, specialmente, per ciò che mi hanno donato e resteranno per sempre qui- disse portando una mano al petto – Ma non è solo per raccontarti del mio peregrinare che ho raggiunto la tua casa.

L'uomo che mi ha accompagnata l'hai già conosciuto probabilmente nella sua città Guastalla, è un brav'uomo, di sani principi e nobile non solo nel rango ma anche nel cuore.
So che sono parole che si dicono di molti ma credo non potresti che confermare ciò che dico se lo conoscessi quanto me. Prima di rientrare nel nostro Ducato mi ha fatto una proposta, o per meglio dire due.
Le ho accettate entrambe perché sentivo che il mio cuore mi diceva che era giusto, che era ciò di cui avevo bisogno ed ero pronta.

Lascerò Sermide, Mantua ed il Ducato di Modena alle mie spalle per ricominciare nella Repubblica che diede i natali agli Espero. E' nei miei progetti di trasferirmi a Piombino, ormai non vi era più nulla a Mantua per me, più nessuno da quando sono sola.
Questa è stata la mia prima decisione mentre, per quanto riguarda la seconda, so che presto potresti averne notizia da lui stesso. E' uomo rispettabile e non vorrà che nulla si faccia senza il tuo consenso sebbene ancora ci siano alcune pratiche da portare a termine.”


Trasse un lungo respiro chiudendo gli occhi. Non era più una bambina e sapeva che suo padre non le avrebbe impedito ciò che avrebbe potuto renderla felice.

“Giuseppe mi ha chiesta in sposa”
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MessaggioTitolo: Re: Figliol prodigo   Figliol prodigo Icon_minitimeVen Feb 03, 2012 1:24 pm

L'ascoltò con attenzione, mentre sorseggiava il vino rosso.
Ascoltò ogni parola, fino all'ultima.
La guardava negli occhi e riusciva a vedere una luce...una luce che non vedeva da molto.
Impossible non ricordare quando seppe del suo primo matrimonio...
all'inizio non si era opposto...ma poi...

Mandò giù un sorso non indifferente..

Piombino è lontana, molto lontana
parlava quasi riflettendo su quello che diceva, i suoi occhi si posarono sul calice..poi guardò nuovamente la figlia, la vide lì, seduta davanti a lui, bella come non lo era neanche sua madre..
Piombino è davvero lontana, ma ti vedo felice..ed è quello che voglio per te.
Giuseppe..mi pare di ricordarlo, non lo conosco bene, ma se ha preso il tuo cuore in codesto modo, fino a convincerti a partire con lui, merita solo il mio rispetto.
In quanto al matrimonio...


prese una pausa e sorrise...la ragazza pendeva dalle sue labbra, chissà cosa aveva immaginato di quel giorno, chissà se si aspettava una reazione particolare al padre.

In quanto al matrimonio..beh..sono contento che lui voglia parlarmene, sarò onorato di stare ad ascoltarlo..ma sappi una cosa..

Prese fiato ancora, si divertiva a tenerla sulle spine

Sappi che mi opporrò a questo matrimonio, se non mi arriverà un invito a parteciparvi

Sorrise, posò il calice sul tavolino davanti a loro e si alzò prendendo le mani della figlia...
lei si alzò, forse non si aspettava quel lancio da parte di suo padre o forse si, posò anche lei il calice e si lasciò abbracciare dal padre che baciandole le guance gli diceva

Auguri figlia mia
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